Vi proponiamo l'intervista integrale a Dino Schorn fatta in occasione del 10° Trofeo "Il Gabbiano".

Chi è Dino Schorn?

"Sono una persona che non può concepire la vita senza le emozioni che solo lo sport riesce a dare. Nonostante questo - però - non adoro nuotare, difatti mi fermo periodicamente senza che il nuoto mi manchi. Abbraccio tenacemente i valori dello sport e l'etica dello stesso, infatti da sempre combatto l'idea del doping (che purtroppo c'è pure nel nuoto master). A tal proposito ho avuto la fortuna di vedere un paio di volte dal vivo il Prof. Sandro Donati e di leggerlo, un'esperienza che consiglio a tutti i veri sportivi." 

A che età hai iniziato a nuotare?

"A cinque anni, piangendo come un vitellino per un bel po'." 

Il ricordo più bello che hai del nuoto?

"Ne ho tanti di belli ma forse il più bello, in quanto il più inatteso, riguarda la mia prima convocazione ad un collegiale con la nazionale di fondo. Ero sulla soglia dei 26 anni."  

Hai appena ottenuto un altro record (Record Europeo Master50 dei 1500 stile libero al Trofeo Il Gabbiano) , te lo aspettavi?

"Sinceramente volevo attaccare quello italiano del mio amico Luca Di Iacovo, mio avversario già da agonista, ma avevo già consultato la tabella della Len per sapere quanto lontano era quello europeo. Non c'erano le condizioni ideali per ottenerlo, da un fastidio alla spalla risolto solo tre giorni prima all'orario (8.30 del mattino) della partenza, dal fatto che ho fatto tutta la gara da solo a un tapering ridotto a soli tre giorni, dalla vasca non proprio performante alla desuetudine a nuotare un 1500 (l'ultima volta cinque anni fa proprio a Napoli) ma alla fine è uscita una prestazione piuttosto regolare e soddisfacente. Mi è dispiaciuto levarlo proprio a Luca che è una persona speciale e leale, valore non scontato nel nostro ambiente né tanto meno nella società civile." 

Sei stato 2 anni lontano dall'acqua, cosa hai provato quando sei ritornato ad allenarti?

"Tanta fatica! Pensa che dopo una dozzina di giorni dal mio rientro in acqua (in due anni non avevo mai fatto una bracciata) mi sono azzardato a partecipare ad una gara di 1000 metri in mare dove alla fine sono giunto quasi un minuto dopo un M60... Durante la nuotata mi sentivo impotente mentre provavo ad accelerare: una sensazione tremenda, anche se preventivata." 

È stato sacrificante non nuotare per due anni o ti ha fatto bene?

"Mi ha rigenerato, soprattutto di testa. Come dicevo prima nuotare non mi diverte e se lo faccio è esclusivamente perché animato da un obiettivo ambizioso. Una volta ottenuto il massimo risultato raggiungibile mi fermo." 

Ti aspettavi un rientro alle competizioni così importante e soddisfacente?

"Assolutamente no. Dopo un rientro così lungo solitamente prima di giugno non riuscivo ad esprimermi al massimo ma quest'anno ho voluto cambiare radicalmente la metodologia dei miei allenamenti, soprattutto per variare gli stimoli, affidandomi a Gianni Butera che mi segue da Roma. Questo cambio l'ho fatto di concerto con il mio ex allenatore Davide Zara che continuo a ringraziare per avermi fatto vincere i mondiali, gli europei e stabilire il record del mondo da M40 proprio nei 1500. Mi alleno sempre sei giorni a settimana con due sedute in palestra dove mi autogestisco (quello del preparatore atletico è il mio lavoro) ma già ai primi di marzo ho iniziato ad "andare" nuotando un eccellente 800 in vasca corta (8'44"96) che sfiorava di soli 4 decimi quello che fino a tre settimane prima era il record del mondo che un americano deteneva da ben 18 anni! Poi ho sfiorato il record italiano dei 200 in corta di soli 31 centesimi ad aprile, stabilito l'omologo in lunga a maggio ed ora questo record europeo. Diciamo che gareggio poco rispetto alla media dei master ma mirato." 

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Last modified on Domenica, 17 Giugno 2018 20:39
F.Sodano

Fondatore, ideatore e fotografo ufficiale di #swimspors.it.

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