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Luna Rossa vola a Napoli: sua la regata preliminare della 38ª America’s Cup

NAPOLI – 27 settembre 2026 – Il team italiano supera Emirates Team New Zealand nella finale match race. Tre giorni di grande vela nel Golfo, tra velocità, vento e spettacolo. Napoli promossa a grande palcoscenico internazionale

Il Golfo di Napoli incorona Luna Rossa. Si chiude con il successo dell’equipaggio italiano la seconda Preliminary Regatta della Louis Vuitton 38th America’s Cup, appuntamento che dal 24 al 27 settembre ha portato nel cuore della città partenopea nove AC40 e alcuni dei migliori velisti del mondo.

Luna Rossa ha conquistato la finale match race contro gli attuali defender di Emirates Team New Zealand, confermando anche a Napoli il ruolo da protagonista già mostrato nella prima Preliminary Regatta disputata a Cagliari a maggio. La sfida conclusiva ha così riproposto il confronto tra italiani e neozelandesi, già andato in scena nella finale della prima tappa. 

Non è però soltanto il risultato sportivo a consegnare alla storia questi quattro giorni napoletani. La regata ha rappresentato il primo vero confronto agonistico sul campo di gara che nel 2027 ospiterà la Louis Vuitton Cup e l’America’s Cup Match, trasformando il Golfo di Napoli in un laboratorio a cielo aperto in vista dell’appuntamento più importante della prossima estate. 

Luna Rossa, una leadership costruita sul Golfo

Alla vigilia dell’ultima giornata Luna Rossa 1, la barca del Principal Team, era saldamente al comando con 51 punti, otto in più rispetto a Emirates Team New Zealand e 13 davanti a Tudor Team Alinghi. Una posizione costruita soprattutto grazie alla straordinaria seconda giornata, nella quale Peter Burling e Marco Gradoni avevano raccolto un primo, un sesto, un secondo e un terzo posto. 

Il risultato ha permesso all’equipaggio italiano di affrontare le ultime due prove di flotta con un margine importante, mentre la lotta per il secondo posto vedeva protagonisti i neozelandesi e gli svizzeri di Alinghi.

La classifica dopo sei prove fotografava perfettamente l’equilibrio della competizione:

  1. Luna Rossa 1 – 51 punti
  2. Emirates Team New Zealand – 43
  3. Tudor Team Alinghi – 38
  4. Luna Rossa 2 Women & Youth – 35
  5. American Racing Challenger Team USA – 34
  6. Emirates Team New Zealand Women & Youth – 32
  7. La Roche-Posay Racing Team – 31
  8. Cobham-Ultra GB2 – 29
  9. GB1 – 28. 

Tre giorni di vela estrema

Napoli ha offerto condizioni molto diverse e, proprio per questo, particolarmente significative per i team. Gli AC40 hanno raggiunto velocità superiori ai 40 nodi, arrivando nella seconda giornata oltre i 47 nodi in alcune fasi, con raffiche vicine al limite regolamentare di 21 nodi. 

Il sabato ha regalato alcune delle immagini più spettacolari dell’intera Preliminary Regatta: duelli ravvicinati, cambi di posizione, penalità e anche scuffiate. La Roche-Posay Racing Team è stata tra le grandi protagoniste, vincendo due prove ma pagando a caro prezzo anche una spettacolare scuffiata mentre era al comando. 

Proprio la Francia ha mostrato una delle velocità di punta più interessanti della giornata, mentre Emirates Team New Zealand ha saputo reagire dopo un avvio difficile, consolidando il secondo posto nella classifica generale e conquistando l’accesso alla finale. 

La sfida Italia-Nuova Zelanda

Il confronto tra Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand è ormai uno dei grandi fili conduttori di questa fase iniziale della 38ª America’s Cup.

Da una parte il team italiano, guidato in acqua da Peter Burling e Marco Gradoni; dall’altra il Defender neozelandese, con Nathan Outteridge e Seb Menzies tra i protagonisti. Due scuole veliche, due filosofie e una rivalità che ha trovato ancora una volta nel Golfo di Napoli il proprio terreno di confronto.

La formula della Preliminary Regatta prevedeva otto regate di flotta, seguite da un match race decisivo tra le prime due imbarcazioni, una finale secca nella quale tutto poteva ancora essere rimesso in discussione. 

A Napoli, però, Luna Rossa è riuscita a trasformare il vantaggio accumulato nella fase di flotta nella conquista del trofeo.

Napoli, una tribuna naturale per la Coppa America

Se il risultato sportivo appartiene a Luna Rossa, il successo organizzativo e scenografico coinvolge l’intera città.

Il Lungomare Caracciolo, con il Race Village allestito alla Rotonda Diaz, si è trasformato per quattro giorni in una grande tribuna naturale affacciata sul campo di regata. Il pubblico ha potuto seguire le gare a poche centinaia di metri dalla costa, mentre maxi-schermi, eventi e attività hanno accompagnato le giornate di competizione. 

È stata, soprattutto, una prima dimostrazione concreta di ciò che Napoli potrà offrire nel 2027, quando la città ospiterà la competizione vera e propria. La 38ª America’s Cup rappresenterà infatti la prima edizione nella storia della Coppa disputata in Italia. 

E proprio il Golfo, con il Vesuvio sullo sfondo e la città affacciata sul campo di regata, ha offerto una delle immagini più riconoscibili di questa nuova era della Coppa America.

Non è ancora la Coppa, ma il 2027 è già cominciato

È importante ricordare che la Preliminary Regatta non assegna la America’s Cup e non determina direttamente la competizione del 2027. Gli equipaggi hanno gareggiato a bordo degli AC40, monotipi foiling utilizzati per mettere alla prova tattiche, equipaggi e strategie; nella competizione ufficiale del prossimo anno scenderanno invece in acqua gli AC75. 

Ma il significato della tappa napoletana va oltre il trofeo conquistato.

Per i team è stato il primo confronto agonistico sulle acque che saranno teatro della Louis Vuitton Cup e dell’America’s Cup Match. Per Napoli è stata una prova generale. Per il pubblico, un assaggio di quello che accadrà tra pochi mesi.

E il verdetto di oggi aggiunge un’altra pagina al percorso: Luna Rossa lascia Napoli da vincitrice della Preliminary Regatta, dopo aver imposto il proprio ritmo nella fase di flotta e aver completato l’opera nel confronto diretto con Emirates Team New Zealand. 

Il conto alla rovescia verso il 2027, dunque, è ufficialmente iniziato. E Napoli, dopo questo lungo weekend di vento, foil e velocità, ha già mostrato al mondo il suo campo di gara.