F.Sodano

F.Sodano

Fondatore, ideatore e fotografo ufficiale di #swimspors.it.

Vittoria pesante, concreta e dal grande valore in chiave classifica per la Juve Stabia, che allo stadio “Romeo Menti” supera il Cesena con un netto 2-0 nella 34ª giornata di Serie B. Una partita equilibrata per lunghi tratti, decisa però nella ripresa dalla maggiore incisività dei padroni di casa.

A firmare il successo delle Vespe sono Marco Varnier, che ha sbloccato il risultato al 52’, e Lorenzo Carissoni, autore del raddoppio al 63’. 

Primo tempo: equilibrio e poche occasioni

La prima frazione si sviluppa su ritmi moderati, con le due squadre attente soprattutto a non scoprirsi. Il Cesena prova a gestire il possesso, mentre la Juve Stabia si affida a ripartenze e palle inattive.

Le occasioni da gol sono limitate: le difese prevalgono sugli attacchi e i portieri restano sostanzialmente inoperosi. Ne nasce un primo tempo bloccato, combattuto a centrocampo ma povero di vere emozioni, che si chiude sullo 0-0.

Secondo tempo: la Juve Stabia cambia marcia

Nella ripresa la partita cambia volto. La Juve Stabia rientra in campo con maggiore aggressività e trova il vantaggio al 52’: Varnier sfrutta una situazione favorevole e porta avanti i suoi. 

Il Cesena accusa il colpo e fatica a reagire. I padroni di casa continuano a spingere e al 63’ trovano il raddoppio con Carissoni, che chiude di fatto la gara. 

Nel finale gli ospiti provano a riaprire il match, ma senza riuscire a creare occasioni realmente pericolose. La Juve Stabia gestisce con ordine e porta a casa tre punti fondamentali.

 

SS Juve Stabia - Cesena FC  2-0

Reti: 52’ Varnier (J), 63’ Carrissoni (J)

SS Juve Stabia: Confente, Giorgini, Varnier, Bellich (46’ Diakite), Carissoni, Mosti, Correia, Mannini (46’ Torrasi), Cacciamani, Matheus Dos Santos (46’ Gabrielloni), Okoro. A disposizione: Boer, Ricciardi, Dalle Mura, Kassama, Battistella, Zeroli, Pierobon, Ciammaglichella, Maistro. All. Abate

Cesena FC: Klinsmann, Ciofi, Zaro, Piacentini, Frabotta (90’ Wade), Bisoli (61’ Castagnetti), Bastoni (61’ Corazza), Ciervo (61’ Olivieri), Berti, Shpendi, Cerri (81’ Vrioni). A disposizione: Siano, Arrigoni, Amoran, Guidi, Magni, Mangraviti, Francesconi. All. Cole

Arbitro: Maria Sole Ferrieri Caputi di Livorno

Assistenti: Dario Garzelli di Livorno - Eugenio Scarpa di Collegno

Quarto Ufficiale: Alberto Ruben Arena di Torre del Greco

VAR: Matteo Gualtieri di Asti

AVAR: Ivano Pezzuto di Lecce

Note: ammoniti Correia (J), Bastoni, Bisoli (C)

Negli ultimi anni il calcio femminile ha conosciuto una crescita significativa, non solo in termini di praticanti e pubblico, ma anche sul piano culturale e mediatico. In questo processo di evoluzione, la fotografia sportiva sta assumendo un ruolo centrale: non si limita più a documentare, ma contribuisce attivamente a ridefinire l’immaginario collettivo legato allo sport femminile.

Per lungo tempo, le immagini delle calciatrici sono state associate a una narrazione marginale o stereotipata: pose statiche, sorrisi costruiti, un’estetica spesso più vicina alla moda che alla competizione. Oggi, invece, un numero crescente di fotografi sceglie di raccontare il calcio femminile con lo stesso linguaggio visivo riservato allo sport maschile: scatti dinamici, contrasti intensi e momenti di gioco catturati nella loro autenticità. Le immagini non servono solo a documentare, ma anche a costruire modelli di riferimento per le nuove generazioni, mostrando forza, determinazione ed emozione.

Questo cambiamento non è soltanto stilistico, ma profondamente culturale. Ritrarre una calciatrice mentre lotta per il possesso del pallone, esulta dopo un gol o si rialza dopo una caduta significa restituirle pienamente la sua dimensione atletica e competitiva. Significa riconoscerla come protagonista dello sport, al di là di qualsiasi pregiudizio.

Le immagini hanno un potere straordinario: superano le barriere linguistiche, arrivano ovunque e contribuiscono a costruire percezioni. Una fotografia ben realizzata può trasmettere determinazione, fatica e passione con un’immediatezza che spesso supera quella della parola scritta.

Condivisione e visibilità

Un ruolo fondamentale in questo processo è stato svolto dalla diffusione delle immagini attraverso i social media. Le piattaforme digitali hanno rivoluzionato il modo in cui lo sport viene raccontato: oggi non sono più soltanto le grandi testate giornalistiche a documentare eventi e partite, ma anche fotografi indipendenti, tifosi e le stesse atlete contribuiscono quotidianamente alla costruzione di un racconto visivo immediato e accessibile.

Le immagini condivise in tempo reale amplificano la visibilità degli eventi, rendendo il calcio femminile sempre più presente nel dibattito pubblico e contribuendo a superare stereotipi ancora diffusi. Questa democratizzazione della narrazione visiva non si limita a catturare il gesto atletico, ma mette in luce emozioni, sacrifici, dinamiche di squadra e storie personali. È proprio questa dimensione umana a rendere il calcio femminile particolarmente coinvolgente per un pubblico sempre più ampio.

Parallelamente, cresce anche la presenza delle donne nella fotografia sportiva professionale. Sempre più fotografe portano uno sguardo diverso e complementare, spesso più attento ai dettagli, alle relazioni e alle sfumature emotive. Questo approccio contribuisce a costruire un racconto più ricco, autentico e inclusivo, ampliando le prospettive del linguaggio visivo sportivo.

L’ingresso di nuove professioniste nel settore rappresenta non solo un passo avanti in termini di parità, ma anche un’opportunità di innovazione. La diversità degli sguardi permette infatti di restituire una rappresentazione più completa della realtà, arricchendo la narrazione complessiva dello sport.

In questo contesto, la fotografia si trasforma in uno strumento di cambiamento culturale: attraverso immagini condivise, raccontate e reinterpretate, il calcio femminile conquista spazio, attenzione e riconoscimento, affermandosi come parte integrante del panorama sportivo globale.

Valorizzare lo sport a tutti i livelli

Nel panorama contemporaneo, valorizzare lo sport significa riconoscere pari dignità a tutte le discipline e a tutti gli atleti, andando oltre il semplice investimento economico o la visibilità mediatica. Il calcio femminile rappresenta uno degli esempi più evidenti di questa trasformazione, avendo conosciuto negli ultimi anni una crescita significativa nel dibattito pubblico e nell’interesse degli appassionati.

Tuttavia, il percorso verso una piena affermazione non è ancora concluso. In questo contesto, la fotografia gioca un ruolo spesso sottovalutato ma decisivo. Sostenere il calcio femminile attraverso l’immagine significa raccontare storie, catturare emozioni e documentare sacrifici e successi. Ogni fotografia diventa parte di un racconto collettivo capace di restituire autenticità e valore al movimento.

Le immagini contribuiscono a costruire immaginari condivisi: pubblicate su giornali, diffuse sui social o esposte in mostre, influenzano la percezione del pubblico. Le calciatrici non vengono più percepite come eccezioni o curiosità, ma come atlete a pieno titolo, protagoniste di uno sport che richiede talento, disciplina e passione.

Inoltre, la fotografia svolge una funzione fondamentale nel creare modelli positivi per le nuove generazioni. Le giovani ragazze che si avvicinano al calcio possono riconoscersi in immagini che le rappresentano, trovando ispirazione e motivazione. Questo processo di identificazione è essenziale per favorire la crescita del movimento e garantirne il futuro.

Valorizzare lo sport a tutti i livelli significa quindi anche investire in una comunicazione più inclusiva, capace di raccontare la pluralità delle esperienze senza gerarchie obsolete. Fotografi, giornalisti e media hanno la responsabilità di contribuire a questo cambiamento culturale, dando spazio a narrazioni visive autentiche e significative.

Il calcio femminile è in piena evoluzione. Raccontarlo attraverso immagini potenti e sincere non è solo una scelta estetica, ma un atto concreto di riconoscimento. Perché ogni fotografia non si limita a fermare un istante: contribuisce a costruire la memoria e il futuro di uno sport che merita piena visibilità e rispetto.

 

Il parquet dell’Alcott Arena si trasforma, per una sera, in un crocevia di sport e simboli. Non solo basket giocato, ma anche racconto, identità e visione. In tribuna, tra gli applausi del pubblico e la presenza del presidente Matt Rizzetta, spicca un ospite d’eccezione: Stan Wawrinka, tre volte campione Slam, volto internazionale di una città che continua ad attrarre grandi nomi dello sport.

Una serata tra sport e rappresentazione

La vittoria netta della Napoli Basket contro Varese (104-75) ha fatto da cornice a un momento dal forte valore simbolico. In un clima già carico di entusiasmo, il club partenopeo ha voluto rendere omaggio a Wawrinka con la consegna della maglia ufficiale, segno di appartenenza e di connessione tra discipline diverse.

Un gesto che non è solo celebrativo, ma strategico: Napoli si propone sempre più come hub sportivo internazionale, capace di mettere in dialogo basket, tennis e grandi eventi.

Il legame con la città

La presenza del campione svizzero non è casuale. Wawrinka è infatti tra i protagonisti della stagione tennistica cittadina, impegnato nella Napoli Tennis Cup, competizione che negli ultimi anni ha consolidato il rapporto tra la città e il tennis di alto livello.

«Napoli è speciale», ha ribadito il tennista nei giorni scorsi, sottolineando il legame umano e sportivo con il capoluogo campano . Una dichiarazione che trova conferma anche nella sua presenza sugli spalti del basket, quasi a voler restituire l’affetto ricevuto.

Il progetto Rizzetta

Dietro la scena, la regia è quella di Matt Rizzetta. L’imprenditore italo-americano continua a portare avanti un’idea precisa: trasformare il Napoli Basket in un brand globale, capace di intrecciare sport, marketing e cultura.

La consegna della maglia a Wawrinka si inserisce perfettamente in questa strategia. Non un episodio isolato, ma un tassello di un percorso più ampio, che punta a rafforzare l’immagine del club oltre i confini nazionali.

Il campo come risposta

Sul parquet, intanto, arrivano segnali concreti. La squadra guidata da coach Alessandro Magro interrompe una striscia negativa e ritrova fiducia, dominando la partita sin dalle prime battute . Una vittoria che vale doppio: per la classifica e per il morale.

E forse non è un caso che tutto avvenga sotto gli occhi del presidente e di un campione abituato ai grandi palcoscenici. Perché, come spesso accade nello sport, le storie si intrecciano: tra chi costruisce, chi gioca e chi rappresenta l’eccellenza.

Napoli, crocevia dello sport

La serata dell’Alcott Arena racconta una città che non si limita a ospitare eventi, ma li interpreta. Basket e tennis si incontrano, il pubblico risponde, i protagonisti si riconoscono.

E in quella maglia consegnata a Wawrinka c’è molto più di un semplice omaggio: c’è l’ambizione di Napoli di essere, sempre di più, un punto di riferimento nello sport internazionale.

Napoli rialza la testa nel momento più delicato della stagione e lo fa con una prestazione che ricorda, per autorità e intensità, quelle raccontate dai grandi quotidiani sportivi: dominio tecnico, energia difensiva e una coralità offensiva che non lascia scampo. La Guerri Napoli Basketball travolge la Openjobmetis Varese con un netto 104-75, chiudendo di fatto la partita già nel primo tempo.

Dopo una serie negativa che aveva messo in discussione certezze e panchina, la squadra di coach Alessandro Magro risponde con carattere e qualità, mostrando fin dai primi possessi un atteggiamento completamente diverso. Varese, al contrario, incappa in una serata da dimenticare: fragile in difesa, disordinata in attacco e mai realmente in partita. 

Il divario si costruisce nei primi 20 minuti, chiusi con un eloquente 47-19, fotografia perfetta di una gara indirizzata ben prima dell’intervallo. 

Protagonisti per Napoli Bolton (19 punti), Doyle (18) e Totè (16), ma il successo è soprattutto figlio di una prova collettiva, fatta di aggressività, rimbalzi dominati e transizioni rapide.

 

1° quarto (25-13)

Napoli impone subito il proprio ritmo: difesa aggressiva, recuperi e contropiedi scavano il primo solco. Varese fatica a trovare soluzioni offensive e chiude il periodo già sotto in doppia cifra.  

2° quarto (47-19)

Il parziale che decide la partita. Napoli piazza un devastante 16-0 in apertura, toccando anche il +30. Varese segna il primo canestro dopo oltre sei minuti: troppo poco per restare in gara. All’intervallo è dominio totale. 

3° quarto (73-44)

Varese prova una timida reazione, ma Napoli risponde colpo su colpo. Il margine resta ampio, con gli azzurri che continuano a colpire dall’arco e in contropiede. La partita resta saldamente nelle mani dei padroni di casa. 

4° quarto (104-75)

Ultimo periodo senza storia: Napoli allunga ulteriormente, Varese rende meno pesante il passivo solo nel finale. Il punteggio finale certifica una superiorità netta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Juve Stabia ribalta lo Spezia imponendosi 3-1 allo stadio “Romeo Menti” nella 32ª giornata di Serie B. Dopo un avvio complicato, i gialloblù reagiscono e firmano una vittoria pesante in chiave alta classifica, mentre per i liguri arriva un’altra battuta d’arresto. 

 

Primo tempo: Aurelio illude, Leone risponde dal dischetto

L’avvio è vivace, con la Juve Stabia che prova a fare la partita e lo Spezia pronto a colpire in transizione. Le prime occasioni sono dei padroni di casa, ma è la formazione ligure a passare in vantaggio.

Al 32’ lo Spezia sblocca il risultato con Giuseppe Aurelio, bravo a finalizzare un’azione manovrata con un sinistro preciso che sorprende la difesa gialloblù per lo 0-1.

La reazione della Juve Stabia è immediata e cresce con il passare dei minuti. Nel recupero della prima frazione arriva l’episodio chiave: calcio di rigore per i campani. Sul dischetto si presenta Giuseppe Leone, che al 45’+2’ non sbaglia e firma l’1-1.

Si va all’intervallo in perfetta parità, al termine di un primo tempo combattuto e sostanzialmente equilibrato.

Secondo tempo: Pierobon e Okoro completano la rimonta

Nella ripresa la Juve Stabia cambia passo. La squadra di casa alza il baricentro e mette sotto pressione uno Spezia meno brillante rispetto ai primi 45 minuti.

Dopo una fase iniziale senza grandi occasioni, il match si accende nel finale. Al 74’ arriva il sorpasso: Christian Pierobon trova il gol del 2-1 con una conclusione precisa che premia la maggiore intraprendenza dei campani.

Lo Spezia prova a reagire ma lascia spazi in contropiede. Nel finale la Juve Stabia chiude definitivamente i conti: all’89’ è Alvin Okoro a firmare il 3-1, mettendo in cassaforte i tre punti.

 

Formazioni

JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Diakité, Dalle Mura, Bellich; Carissoni, Mosti, Leone, Correia, Cacciamani; Torrasi, Gabrielloni.

SPEZIA (3-5-1-1): Radunovic; Ruggero, Hristov, Bonfanti; Sernicola, Comotto, Romano, Beruatto, Aurelio; Adamo, Artistico.

 

Marcatori

32’ pt: Giuseppe Aurelio (Spezia)

45+2’ pt: Giuseppe Leone (Juve Stabia, rig.)

74’ (29’ st): Christian Pierobon (Juve Stabia)

89’ (44’ st): Alvin Okoro (Juve Stabia)

Ammoniti

37′ Beruatto (S), 52′ Bonfanti (S), 56′ Adamo (S), 96′ Hristov (S)

 

NAPOLI, 20 febbraio 2026  – Al Centro Federale Piscina “Felice Scandone” di Napoli e all’impianto “Rhyfel” di Mugnano di Napoli prende forma uno degli appuntamenti più attesi della stagione natatoria regionale: i Campionati Regionali Master di Nuoto della Campania, in programma tra sabato 21 e domenica 22 febbraio e poi ancora sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo 2026, con un calendario ricco di gare individuali e staffette che promette spettacolo, passione e atmosfere di grande sport.

Organizzata dal Comitato Regionale Campano della Federazione Italiana Nuoto (FIN), sotto la supervisione del consigliere regionale Raffaele Viscardi, la competizione torna a essere un punto di riferimento per nuotatori Master – ovvero atleti over 25 che coniugano passione e prestazione – e rappresenta un momento di incontro e confronto tra squadre di tutta la regione.

Prevista la partecipazione di 770 atleti partecipanti  in rappresentanza di 50 società

SEDI DELLE GARE

Gli eventi si svolgeranno su due diverse sedi:

  • Piscina “Felice Scandone” (vasca da 50 metri, 8 corsie) a Napoli, teatro delle gare individuali.

  • Piscina “Rhyfel” (vasca da 25 metri, 10 corsie) a Mugnano di Napoli, che ospiterà le staffette e i momenti più spettacolari di collaborazione tra atleti.

 

PROGRAMMA GARE

Sabato 21 FEBBRAIO - Centro Federale Piscina F. Scandone (Warm Up)

ore 07:30 - 30 Riscaldamento

ore 08:15 1500 stile libero (6-3h30)

20 Riscaldamento

200 dorso (5-25)

200 farfalla (1-4)

200 rana (5-30)

Durata totale 4h49

Domenica 22 FEBBRAIO Centro Federale Piscina F. Scandone (Olimpionica)

ore 14:00 ore 14:45 - 30 Riscaldamento (Warm up)

800 stile libero (9-2h30)

50 dorso (10-20)

50 stile libero (48-1h12)

100 rana (7-18)

100 farfalla (4-10)

400 misti (2-16)

Durata totale 4h46

Sabato 28 FEBBRAIO – Piscina Rhyfel

ore 15:00 - 30 Riscaldamento

ore15:45 4x50 stile libero femmine

 

4x50 stile libero maschi

4x50 stile libero mi staffetta

20 Riscaldamento

4x50 mista femmine

4x50 mista maschi

4x50 mista mi staffetta

Domenica 1 MARZO  Centro Federale Piscina F. Scandone (Olimpionica)

ore 07:45 - 30 Riscaldamento

ore 08:30 200 stile libero (17-1h10)

50 rana (30-45)

50 farfalla (11-16)

20 Riscaldamento

100 stile libero (15-35)

200 misti (4-16)

100 dorso (14-42)

400 stilelibero (7-49)

Durata totale4h53

Il programma dettagliato, reso pubblico dal bando ufficiale, prevede già per sabato 21 febbraio l’apertura della manifestazione con il riscaldamento dalle 7:30 e l’avvio delle gare con distanze impegnative come i 1500 metri stile libero, seguiti da prove sui 200 metri negli stili dorso, farfalla e rana. La giornata di domenica 22 febbraio prosegue con gare pomeridiane di mezza distanza (come gli 800 e i 400 misti) che favoriscono equilibrio tra resistenza e tecnica.

La seconda parte della manifestazione, nel fine settimana successivo, concentrerà l’attenzione sulle gare a staffetta, momento di grande spettacolo e spirito di squadra, culminando domenica 1 marzo con le ultime finali e premiazioni.

Una vetrina per tutto il movimento Master

L’evento campano si inserisce nel quadro della stagione natatoria nazionale dei Master, che vede in calendario numerose competizioni regionali e nazionali dedicate ai nuotatori adulti, come testimonia l’ampio programma federale per il 2026.

I Campionati master non sono semplici gare: sono un’importante occasione di aggregazione sociale e sportiva per atleti di tutte le età, che ogni anno contribuiscono al dinamismo delle piscine italiane. Basata su regolamenti che favoriscono piena partecipazione, ogni gara richiede massima attenzione tecnica e tattica, oltre a ricordare l’importanza dello sport come stile di vita sano e continuo impegnativo per gli atleti più esperti.

Attese e prospettive per la Campania

Quest’anno l’evento campano vede una crescente partecipazione da parte di società provenienti da tutta la regione, con iscrizioni già aperte e grande fermento tra le squadre. Per la Campania, una manifestazione così strutturata conferma la rilevanza del nuoto Master in un territorio ricco di tradizioni sportive acquatiche e di impianti di livello.

Associazioni e tecnici locali auspicano non solo un confronto tecnico di alto profilo, ma anche un grande spettacolo per il pubblico e per gli appassionati, che nel corso delle quattro giornate potranno applaudire performance di livello, ritrovare compagni di squadra e respirare il clima di una competizione che premia passione, impegno e sano agonismo.

 

Come da tradizione nei Regionali Master, oltre ai titoli individuali grande attenzione sarà rivolta alla classifica di società, determinata dalla somma dei punteggi ottenuti dagli atleti in base alle tabelle FIN. La partecipazione numerosa diventa quindi fattore decisivo tanto quanto la qualità tecnica.

Negli ultimi anni la competizione per il vertice è stata serrata, con distacchi minimi tra le prime classificate. Anche per l’edizione 2026 si prevede un duello acceso, soprattutto nelle staffette di fine manifestazione, spesso determinanti per l’assegnazione del titolo regionale.

 

Un movimento in crescita

Il settore Master in Campania continua a registrare numeri importanti, con società provenienti non solo dall’area metropolitana di Napoli ma anche dalle province di Salerno, Caserta, Avellino e Benevento. L’appuntamento di fine febbraio rappresenta dunque non solo una competizione, ma una vera e propria festa del nuoto regionale, capace di unire agonismo, amicizia e spirito sportivo.

Nei prossimi giorni sarà ufficializzato l’elenco completo delle società iscritte e degli atleti partecipanti, con possibili sorprese e ritorni di protagonisti storici del movimento.


NAPOLI, 19 febbraio 2026  — Dopo un’attesa di dieci anni, la città partenopea si prepara ad accogliere nuovamente una grande vetrina internazionale della pallanuoto. Da giovedì 19 fino a domenica 22 febbraio 2026, la storica Piscina Felice Scandone di Napoli sarà teatro della seconda fase di qualificazione della European Aquatics Conference Cup, competizione continentale alla sua prima edizione che rappresenta il terzo livello delle coppe europee dopo Champions League ed Euro Cup. 

Diciotto squadre divise in due gruppi da quattro e due da cinque con le prime due che accederanno ai quarti di finale. Due le formazioni italiane in vasca: De Akker Team e Ranieri Impiantistica CN Posillipo.

Protagonista assoluta del raggruppamento sarà la Ranieri Impiantistica C.N. Posillipo, la storica società rossoverde che torna a misurarsi sul palcoscenico internazionale davanti al proprio pubblico. I ragazzi guidati dall’allenatore Giuseppe Porzio si presentano all’appuntamento con un mix di entusiasmo e determinazione, consapevoli dell’importanza di fare bene in un girone ostico, ma pure emozionati per l’occasione di disputare gare di alto livello tra le mura amiche. 

«Siamo carichi ed emozionati, aspettiamo tanti tifosi sugli spalti», ha dichiarato lo stesso Porzio nella vigilia dell’evento, invitando la città a sostenere la squadra in un momento sportivo così importante. La Scandone, con i suoi oltre 4.000 posti e la lunga tradizione di grandi sfide internazionali, torna così a rivivere l’atmosfera delle grandi occasioni. 

Il format prevede che le migliori formazioni del girone si giochino l’accesso ai quarti di finale della competizione continentale, con incontri serrati e avversari provenienti da diverse realtà europee. Per il Posillipo, reduce da una stagione intensa anche nel campionato di Serie A1, questa rappresenta l’opportunità di testare il proprio valore su scala internazionale e di dare continuità ai progressi messi in mostra nelle ultime uscite. 

Un elemento che aggiunge ulteriore valore all’evento è la copertura mediatica: per la prima volta, infatti, tutte le partite in programma alla Scandone saranno trasmesse in diretta su Sportface TV, consentendo ai tifosi lontani da Napoli di seguire in tempo reale le imprese della squadra partenopea. Questo sforzo di visibilità conferma l’importanza crescente della Conference Cup nel panorama europeo e l’interesse che genera anche tra gli appassionati italiani. 

Per il Circolo Nautico Posillipo, società dalla lunga tradizione nel massimo campionato e da sempre protagonista nel circuito internazionale, questa fase di qualificazione rappresenta non solo un momento sportivo di rilievo, ma anche una vetrina per valorizzare i giovani talenti e consolidare il legame con la propria città. L’obiettivo dichiarato è quello di superare il turno e avvicinarsi sempre di più alle fasi decisive del torneo, con l’ambizione di lasciare un segno importante in questa prima storica edizione della Conference Cup. 

La quattro giorni di pallanuoto internazionale a Napoli si annuncia dunque come un grande evento sportivo per la città e per tutti gli appassionati: quattro giorni intensi di partite, emozioni e spettacolo in una cornice che ha fatto la storia di questa disciplina, pronta a vivere un altro capitolo europeo indimenticabile.

 

Conference Cup - Qualification Round II

Girone C
A-Polo Sport Management
Montpellier Water Polo
De Akker Team
VK Primorje Erste Bank
Endo Plus Service Honved

Girone D
BVK Crvena Zvezda
WPC Dinamo Tbilisi
Ranieri Impiantistica Ranieri Impiantistica CN Posillipo
Sete Natation
Solatradex CN Mataró

Giovedì 19 febbraio

Girone C
18:30 Endo Plus Service Honved-A-Polo Sport Management
20:30 Montpellier Water Polo-De Akker Team

Girone D
19:00 Ranieri Impiantistica CN Posillipo-WPC Dinamo Tbilisi
22:00 BVK Crvena Zvezda-Sete Natation

Venerdì 20 febbraio

Girone C
18:30 A-Polo Sport Management-VK Primorje Erste Bank
20:30 Montpellier Water Polo-Endo Plus Service Honved

Girone D
19:00 BVK Crvena Zvezda-Solatradex CN Mataró
21:00 Ranieri Impiantistica CN Posillipo-Sete Natation

Sabato 21 febbraio

Girone C
09:30 A-Polo Sport Management-De Akker Team
11:30 VK Primorje Erste Bank-Endo Plus Service Honved
19:00 Montpellier Water Polo-A-Polo Sport Management
21:00 VK Primorje Erste Bank-De Akker Team

Girone D
09:30 BVK Crvena Zvezda-WPC Dinamo Tbilisi
11:30 Solatradex CN Mataró-Sete Natation
18:30 Ranieri Impiantistica CN Posillipo-BVK Crvena Zvezda
20:30 WPC Dinamo Tbilisi-Solatradex CN Mataró

Domenica 22 febbraio

Girone C
10:00 Endo Plus Service Honved-De Akker Team
12:00 Montpellier Water Polo-VK Primorje Erste Bank

Girone D
09:30 WPC Dinamo Tbilisi-Sete Natation
11:30 Ranieri Impiantistica CN Posillipo-Solatradex CN Mataró

CALENDARIO COMPLETO

 

Napoli, mercoledì 28 gennaio 2026 - Una serata dal sapore amaro per il Napoli quella di mercoledì allo Stadio Maradona. In un match decisivo per le speranze di qualificazione alla fase a eliminazione diretta della Champions League, il club partenopeo è stato battuto dal Chelsea per 3-2, vedendo sfumare ogni possibilità di proseguire nella competizione dopo una prestazione intensa ma alla fine insufficiente.

Primo tempo: Chelsea in vantaggio, poi la rimonta azzurra

La partita si sblocca già nei primi venti minuti, quando un rigore concesso al Chelsea – decretato per un tocco di mano in area – viene trasformato con sicurezza da Enzo Fernández al 19’, portando i Blues in vantaggio.

Il Napoli reagisce con orgoglio e intensità. Al 33’ è Antonio Vergara a trovare il gol del pareggio con una giocata personale, trafiggendo la difesa inglese e accendendo l’entusiasmo dei tifosi di casa.

A pochi minuti dalla fine del primo tempo, è Rasmus Højlund al 43’ a ribaltare la situazione, completando la rimonta azzurra e portando il risultato sul 2-1 prima dell’intervallo.

Secondo tempo: Chelsea torna avanti e trova il gol della vittoria

Dopo l’intervallo il ritmo non cala, ma è il Chelsea a trovare il passo giusto. Al 61’, João Pedro firma il gol del momentaneo pareggio con un destro preciso all’interno dell’area, riportando il punteggio sull’2-2.

La rete decisiva arriva poi all’82’, ancora con João Pedro, che con un tocco chirurgico trafigge il portiere avversario e regala ai Blues il vantaggio e, alla fine, la vittoria per 3-2.

Marcatori e minuti

19’ – Enzo Fernández (Chelsea, rigore)

33’ – Antonio Vergara (Napoli)

43’ – Rasmus Højlund (Napoli)

61’ – João Pedro (Chelsea)

82’ – João Pedro (Chelsea)

Protagonisti della serata

La figura più determinante della serata è senza dubbio João Pedro, autore di una doppietta che ha ribaltato il match nella ripresa e ha consegnato ai Blues un risultato fondamentale per la qualificazione diretta agli ottavi.

Per il Napoli, Antonio Vergara e Rasmus Højlund si sono distinti segnando due gol di grande valore, ma non sono bastati per evitare la sconfitta finale.

Dichiarazioni post partita

Così Antonio Conte in conferenza stampa: "Dispiace perchè questa sera la squadra avrebbe meritato un risultato positivo. La differenza l'ha fatta la qualità individuale, soprattutto grazie all'exploit di Joao Pedro che ha segnato due gol veramente notevoli, ma prima del loro pareggio avevamo giocato anche meglio del Chelsea. Devo fare i complimenti ai ragazzi, hanno disputato una partita di alto livello, una prestazione importante in cui abbiamo proposto un buon calcio. La strada è questa e dobbiamo continuare con questa mentalità. Io non adopererei toni disastrosi perchè abbiamo vinto lo scudetto e la Supercoppa in un anno e mezzo. Le valutazioni si devono fare con calma, considerando anche le emergenze alle quali abbiamo dovuto far fronte sinora. Ribadisco che c'è amarezza per i nostri tifosi che ci hanno sostenuto e applaudito per quello che la squadra ha messo in campo. Sicuramente la qualificazione l'abbiamo compromessa a Copenaghen, dove avremmo dovuto conquistare la vittoria, però dopo aver visto la prova di stasera credo che abbiamo onorato la serata e forse sarebbero stati meritati i play off"

Santa Fe  (Argentina) - 01 febbraio - Santa Fè e Coronda tornano a unirsi nel segno dello sport e della tradizione con la 48ª edizione della maratona natatoria Santa Fè–Coronda, una delle gare in acque libere più affascinanti e impegnative al mondo.

59 chilometri nelle acque del fiume Paraná hanno messo alla prova resistenza, strategia e forza mentale degli atleti, regalando ancora una volta uno spettacolo di altissimo livello.

La competizione, simbolo dello sport argentino e punto di riferimento internazionale per il nuoto di fondo, ha richiamato nuotatori d’élite, pronti a sfidare non solo gli avversari ma anche la corrente, le condizioni ambientali e la lunga distanza. Dalla partenza a Santa Fè fino all’arrivo a Coronda, il fiume si è trasformato in un palcoscenico naturale seguito da migliaia di appassionati, assiepati sulle rive e sui ponti per sostenere i protagonisti della gara.

La competizione, disputata domenica 01 febbraio sotto un cielo variabile e con correnti talvolta insidiose, ha visto nuovamente trionfare l’italiano Alessio Occhipinti, capace di imporsi con autorità e costanza in una delle edizioni più partecipate e tecnicamente complesse degli ultimi anni. 

 La prova del 2026 ha confermato ancora una volta l’alto livello internazionale della competizione, con 18 nuotatori provenienti da otto paesi (Argentina, Italia, Brasile, Ecuador, Colombia, Francia, Venezuela e Spagna) impegnati in una lotta all’ultimo respiro lungo i 59 km di percorso.

Il nuotatore italiano Alessio Occhipinti, già vincitore nell’edizione precedente, ha dominato la gara con una strategia perfetta, gestendo le energie con maestria e allungando nel tratto finale, dimostrando perché è considerato uno dei più forti specialisti di ultra-endurance in acque aperte.

Per l’Argentina, la trionfatrice femminile Mayte Puca, originaria di Bariloche, ha confermato di essere una forza consolidata nella scena internazionale, completando la distanza massacrante in ottimo stile.

Il nuotatore romano, già vincitore nel 2025, ha firmato il suo secondo successo consecutivo nella maratona argentina, toccando il pontile di arrivo con un tempo di 8 ore, 42 minuti e 59 secondi, migliorando la già brillante prestazione dell’anno scorso e confermandosi come uno dei dominatori moderni delle lunghe distanze in acque libere. 

“La gara è stata molto dura, soprattutto nella parte centrale dove il vento e le onde hanno messo alla prova tutti noi atleti”, ha commentato Occhipinti al termine della corsa, sottolineando l’importanza del supporto del pubblico lungo il percorso. 

Alle spalle del campione italiano si sono classificati in seconda posizione Giuseppe Ilario e al terzo posto Niccolò Ricciardi, completando un podio interamente italiano che ha esaltato la tradizione dei nuotatori del Bel Paese in questa prova di endurance estrema. Tra le donne seconda l'italiana Veronica Santoni, che all’esordio in questa durissima competizione internazionale,  ha conquistato una splendida medaglia d’argento.

 

RISULTATI – CLASSIFICHE UFFICIALI

CLASSIFICA MASCHILE

  1. Alessio Occhipinti (Italia) – vincitore assoluto, bicampione consecutivo, con un tempo di 8h 42’59”. 
  2. Giuseppe Ilario (Italia)  
  3. Niccolò Ricciardi (Italia) 

Nella categoria maschile l’Italia ha imposto un dominio netto, con tre atleti ad occupare l’intero podio e tempi di grande spessore in una prova estenuante. 

CLASSIFICA FEMMINILE

  1. Mayte Puca (Argentina) – riconferma il titolo femminile nella maratona più lunga del mondo. 
  2. Veronica Santoni (Italia)
  3. Mariel Lovato (Argentina)

 

NAPOLI, 31 gennaio 2026 – Alla Piscina Felice Scandone di Napoli la Ranieri Impiantistica C.N. Posillipo ha aperto il girone di ritorno della Serie A1 maschile con una vittoria di misura: 13-12 contro la Training Academy Olympic Roma in un incontro combattuto fino all’ultimo secondo. 

La gara, valida per la 14ª giornata del campionato, ha visto i rossoverdi prevalere grazie a una prestazione intensa e a una parata decisiva di Izzo a soli 0,1 secondi dal fischio finale, che ha negato il gol del pareggio agli ospiti capitolini. 

Primo tempo

Il Posillipo ha preso il controllo fin dalle prime battute. Dopo il gol iniziale su rigore di Stahor per l’Olympic, i padroni di casa hanno messo la freccia con Aiello e hanno chiuso il primo parziale sul 4-1, con Mattiello in superiorità numerica a coronare un avvio molto deciso. 

Secondo tempo

Nel secondo quarto la Training Academy ha alzato il ritmo. De Robertis ha segnato tre reti consecutive per riavvicinare gli ospiti, mentre Patti e ancora De Robertis hanno portato il parziale sul 6-6 all’intervallo lungo. Il portiere Izzo ha salvato più volte la retroguardia posillipina con interventi importanti. 

Terzo tempo

Al rientro in vasca il Posillipo ha ripreso vantaggio: Valle e Cuccovillo in superiorità hanno riportato i rossoverdi avanti, mentre Renzuto ha messo il sigillo dal dischetto sul 9-7. L’Olympic non ha mollato, replicando con Mirarchi e un’altra rete di Cuccovillo su rigore, mentre il parziale si è chiuso 12-10. 

Quarto tempo

Nell’ultimo periodo, una rete di Radovic ha ampliato il margine, ma gli ospiti – guidati da un De Robertis che ha realizzato 5 gol – hanno continuato a spingere, arrivando fino al 13-12. Negli ultimi secondi il Posillipo ha difeso con determinazione, trovando nella super parata di Izzo l’episodio chiave per i tre punti. 

Tabellino e protagonisti

  • Ranieri Impiantistica C.N. Posillipo – Training Academy Olympic Roma 13-12
    (4-1; 2-5; 6-4; 1-2) 

Marcatori Posillipo: Cuccovillo 3, Aiello 2, Renzuto Iodice 2, Rocchino 2, Nagy 1, Radovic 1, Mattiello 1, Valle 1.
Marcatori Olympic Roma: De Robertis 5, Vitale 2, Mirarchi 2, Stahor 1, Patti 1, Tartaro 1. 

Arbitri dell’incontro sono stati Carmignani e Nicolosi. 

 

Le parole dell’allenatore

Con il tecnico storico Pino Porzio squalificato, è toccato a Elios Marsili guidare il Posillipo in panchina. A fine partita ha commentato: “Queste vittorie sono belle per chi guarda, ma di grande sofferenza per chi la vive. Siamo contenti di aver trovato 3 punti importanti; nel secondo tempo abbiamo gestito meglio alcuni momenti chiave.”

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